
Bee Like presenta::
“Sparir Dicendo” (Compagnia Teatro Probabile)\
con:
Marina Andreoli
Silvia Bernardi
Andrea Colaianni
Andrea Di Blasi
Eleonora Falchi
Marco Marzari
Gabriele Milia
Regia di Michele Giuriola
Contrabbasso: Lucio Enrico Fasino
Grafica: Daniela Mendolia
Inizio spettacolo alle ore 20,30
Sparir dicendo è la storia di sei vite che si raccontano in un bar, o meglio in uno spazio assolutamente occasionale; nel bar queste vite non si toccano, si sono toccate al di fuori. Il vero spazio scenico dunque è, ed è stato, da un’altra parte. Lì, nel locale, ci sono “solo” le voci, i racconti.\nLo spettacolo è, in fondo, un concerto per voce narrante, contrabbasso e personaggi. I personaggi si muovono e raccontano; una voce, solo una voce senza corpo, una voce presente – assente, che è stata “vista” nel bar e ora è invisibile altrove, li accompagna e si fa accompagnare dallo strumento: e tutto è assolutamente precario, tutto è pronto a scomparire. E tutti saranno costretti a scomparire.
Ecco perché la non – messa in scena, ma solo il racconto sospeso, la voce e la musica. In attesa della scomparsa.
(Michele Giuriola, regista)
E a seguire:
DJSet con Margot, Marta Fantin + Guest - Quality Indie Rock Electro Pop.
Bee Like@Lato B
Piazza XXIV Maggio 3 (Zona Navigli/Ticinese)
(MM2 PORTA GENOVA, TRAM n° 15, 3, 29/30, BUS n°94), Milano
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La Compagnia Teatro Probabile nasce per iniziativa di Andrea Di Blasi, attore, e Michele Giuriola, autore, a cui presto si aggiunge la collaborazione di Alessandra Gianotti, Gabriele Milia, Silvia Bernardi e Daniela Mendolia alla parte tecnica.\n\nPartendo dall’idea che molto probabilmente il “teatro dell’assurdo” non esiste e non è mai esistito, proprio per la difficoltà di definire ciò che è veramente assurdo, ci si ripropone di rappresentare in ambiti assolutamente reali e plausibili gli aspetti di una probabile realtà, di semplici situazioni di vita quotidiana che possono contenere in sé paradossi o “assurdità”.\n\nDa qui il progetto di mettere in scena spettacoli, riunendo all’occorrenza artisti diversi, avendo una particolare attenzione per drammi brevi e con scene scarne ed essenziali; caratteristiche devono proprio essere l’assenza di scenografie, ridotte a semplici oggetti di scena, e la non-recitazione: il tutto per cercare di dare peso e mettere in rilievo il vuoto che circonda i frammenti di vita di volta in volta presi in considerazione.
